Isolamento Sensoriale: un modo per ritrovare il proprio equilibrio interiore

Parliamo di “Isolamento Sensoriale” con Yvan Rettore, esperto di questo metodo. Si sa poco di questo tipo di percorso, ecco il motivo per cui mi sono rivolta alla persona che per prima lo ha introdotto in Italia. Entriamo quindi nel vivo di questa intervista che, spero, sarà utile ai lettori.

Chi è Yvan Rettore?

Mi chiamo Yvan Rettore, ho 47 anni e vivo a Ferrara. Italosvizzero, formatore linguistico e scrittore, sono l’unico orientatore di percorsi di isolamento sensoriale attualmente attivo in Italia. Oltre ad avere scritto anni fa un libro sull’argomento dal titolo “Percorso di isolamento sensoriale”.

Yvan, parlaci della tua attività. Che cos’è il “percorso di isolamento sensoriale”?

Si deve partire dal fatto che la realtà in cui viviamo va ben oltre le nostre percezioni sensoriali e che siamo dotati anche di notevoli potenzialità extrasensoriali per non parlare poi della sfera mentale che racchiude tutte le nostre emotività, le quali incidono non poco nel nostro modo di agire e pensare in questo mondo. Alle nostre latitudini, vuoi per la diffusione martellante del consumismo, vuoi per il crollo della spiritualità, usiamo piuttosto male e in modo limitato sia i nostri sensi che le nostre potenzialità extrasensoriali e perfino la nostra mente è talmente logorata dalle induzioni presenti in modo dominante nella nostra società da non risultare pienamente libera e serena come invece dovrebbe essere. Il percorso di isolamento sensoriale si inserisce quindi in questo contesto negativo al fine di liberare tutte le nostre positività, allontanare bisogni e paure indotti e esaltare la nostra presenza in questa realtà scoprendola a 360 gradi.

Che cosa ti ha portato ad avvicinarti a questo ambito?

Il percorso nasce in Svizzera sulla fine degli anni ’80 quando ero studente all’Università di Friburgo. Fui invitato ad un convegno sul razzismo allora dilagante. All’inizio di tale evento, i relatori fecero entrare dieci donne e dieci uomini, tutti con una caratteristica in comune: erano fondamentalmente razzisti. L’esperimento cominciò prima con le donne e poi proseguì allo stesso modo con gli uomini. Fu detto ad ognuna di loro di stabilire per iscritto una scala di valori relativa alle altre partecipanti indicante la persona che ritenevano “migliore” e giù giù fino a quella che invece consideravano l’individuo peggiore del gruppo.

Dopo avere stilato ognuna tale lista, ad ogni soggetto furono isolati i “sensi primari”: vista, olfatto e udito. Per diversi minuti, i soggetti così isolati dovettero interagire tra loro soltanto toccandosi e affidandosi a elementi di percezione extrasensoriali e mentali. Prima di “liberarli”, fu loro chiesto di stabilire una nuova scala di valori sulla base di questo esperimento. La cosa stupefacente fu che ogni soggetto stabilì una scala di valori del tutto diversa rispetto alla prima. Il tutto sancì una verità evidente: il razzismo si forma essenzialmente tramite intolleranze derivanti dalle nostre percezioni sensoriali, extrasensoriali e mentali e quindi non ha assolutamente alcun riferimento con elementi di ordine culturale come invece si accaniscono a rivendicare ancora oggi certi movimenti politici.

Sulla base dell’esito di questo esperimento aderii ad un gruppo ristretto di studio volto ad approfondire l’argomento attraverso una ricerca socioantropologica di quanto avviene nelle popolazioni che vivono in modo comunitario fuori dall’Occidente (Aborigeni, Amerindi, Pigmei, Masai, ecc…) da una parte e andando a sperimentare nuove forme di scoperta legate al nostro essere e all’ambiente che ci circonda dall’altra. Il lavoro di quel periodo portò poi alla creazione di un vero e proprio “Percorso di isolamento sensoriale” che col tempo si è anche evoluto in una espressione individuale e prossimamente si svilupperà maggiormente nella sfera dei rapporti di coppia, di amicizia e a livello filiale e fraterno.

Yvan, chi sono le persone che si rivolgono a te e che esigenze hanno?

Il percorso si rivolge a tutti, dai bambini agli adulti. Sono ovviamente esclusi i soggetti con patologie mentali o con limiti fisici troppo importanti. Si rivolgono a me principalmente persone che sono coscienti di non interagire pienamente con la realtà in cui vivono e che sentono il bisogno di crescere sia individualmente che collettivamente per scoprire tutte le enormi positività presenti nel loro essere. Gli individui estremamente razionali, materialisti e limitati da false sicurezze e da luoghi comuni indotti non sono certamente fra coloro che possono essere interessati a vivere una simile esperienza. Infatti, qui non si danno risposte ad alcun “perché”, né si intende guarire dal male chicchessia, ma soltanto orientare i soggetti coinvolti in un percorso di crescita positiva, emancipatrice e liberatoria.

In che modo tu le orienti attraverso il percorso di isolamento sensoriale?

L’originalità del percorso sta nel fatto che il soggetto è attivo e non passivo. È comunque lui a costruire il proprio percorso che ha un inizio e una fine (con l’orientatore) ma che poi potrà proseguirsi in tutta la sua esistenza sia a livello individuale e (possibilmente) collettivo. L’orientatore orienta, suggerisce, ma non impone mai nulla e si adegua al soggetto (percorso individuale) o al gruppo (percorso collettivo) e quindi trattasi di un’attività che non si impara su un manuale e che non si può definire come una tecnica, ma che richiede una predisposizione individuale nel riuscire a reperire tutti quelli elementi specifici di una persona o di un gruppo che poi traducendosi in varie prove permetteranno quella crescita positiva, emancipatrice e liberatoria di cui sopra.

Quindi, non è una disciplina e nemmeno una terapia. Non ha alcun elemento trascendentale e non si limita a banali prove “fai da te” di isolamento sensoriale come possono avvenire in ambito ludico o nelle cene al buio. Un orientatore opera spinto da un senso di missione considerando il denaro che percepisce per ogni percorso soltanto come un mezzo utile per diffondere e far crescere il percorso nel paese in cui è attivo. Il percorso di gruppo si sviluppa in tre incontri di circa mezza giornata l’uno o in un weekend. Il primo incontro è introduttivo e serve per “rompere il ghiaccio” tra i partecipanti e creare un forte senso di complicità. Il secondo incontro si estende con prove all’esterno, mentre il terzo viene interamente autogestito dai partecipanti con l’auspicio che poi il gruppo costituito possa proseguire e vivere di vita propria, “illuminando” allora il mondo con l’enorme carico di positività che allora si troverà ad avere. Il percorso individuale dura oltre mezza giornata e si svolge di solito con la presenza di persone care al soggetto che emanano positività verso di lui. Apparentemente più rigido di quello di gruppo, è una forma potente di cambiamento positivo dell’individuo che poi si sentirà maggiormente forte e sereno per vivere un’esperienza di gruppo.

Quali sono i benefici nel praticare il percorso di isolamento sensoriale?

Si acquisisce una maggiore serenità e si riesce a recuperare forze ed energie notevoli che nella vita quotidiana spesso vengono ridotte o comunque colpite dai grandi ostacoli che essa comporta. L’accettazione dell’altro diventa una cosa normale e l’umiltà una caratteristica maggiormente presente nel nostro comportamento. Coprirsi gli occhi con una benda non risulta quindi più una semplice prova ludica o esperienziale, ma si inserisce invece come un momento (che può essere a volte anche unito con l’isolamento di altri sensi) di dialogo profondo con se stessi scoprendo cose sempre nuove e importanti del nostro essere e della realtà in cui viviamo.

Vuoi comunicare un messaggio particolare ai lettori di Progetto Evolutivo?

Lo faccio con un’immagine.

percorso-isolamento-sensoriale

Si tratta di un’immagine che rappresenta la metafora dell’individuo che vuole apparire intelligente e colto atteggiandosi a ricercatore della verità ma in realtà non si accorge che fra le mani non ha niente, avendo gli occhi bendati dalla convinzione, così ci sbatte il naso ottenendo la scena della foto.

 

Ringrazio Yvan Rettore per questa sua preziosa testimonianza e per averci fatto conoscere un aspetto diverso della ricerca interiore.

Qui di seguito trovate il libro che Yvan ha scritto su questa splendida opportunità di crescita e i link diretti ad un video esplicativo oltre al suo sito personale per chi desiderasse contattarlo.

 

Grazie Yvan! 🙂

 

Percorso di isolamento sensoriale

percorsi-di-isolamento-sensoriale Cliccate sulla copertina per acquistarlo.

Questo il sito personale di Yvan Rettore:

http://percorsosensoriale.jimdo.com/

 

 

 

 

 

 

Ed ecco il video esplicativo: