“Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura ,che la diritta via era smarrita…” Divina Commedia –Canto I°
Il sommo poeta Dante Alighieri, in questo canto, ci parla della perdita del proprio orientamento, del caos in cui si trova la propria anima. Nello specifico egli si riferisce alla sua particolare condizione di peccatore, per essersi allontanato dalla strada maestra, quella di Dio.
Ma, a ben vedere, chi di noi non ha mai attraversato un momento denso di pesantezza, di per sé cupo e senza apparente via d’uscita? Tutti, credo.
Ora, il punto è che tutto ciò è normale, quasi fisiologico e molto probabilmente anche ciclico.
Per “normale” si intende una condizione ordinaria, non speciale quasi regolare, in quanto questo stato d’animo rientra nei processi di autorigenerazione emotiva per cui è noto come “notte dell’anima”, una precisa situazione psicologica che è alla base del cambiamento.
Questo sentimento poi, è fisiologico perché attraverso di esso vi è l’espulsione dei pensieri autobloccanti, degli atteggiamenti responsabili di tutto il nostro dolore, la negazione di noi stessi.
E’ ciclico, poiché è stato appurato che questa condizione può ripetersi nella vita delle persone con modalità, risvolti ed intensità differenti, svariate volte nell’arco della vita.
Se, da una parte, questa sensazione di caos può rientrare nella definizione di stato normale, fisiologico e ciclico, dall’altra è fondamentale la sua chiara collocazione emotiva. Questo , al fine di assegnargli una valenza costruttiva per far si che produca un cambiamento positivo.
Una situazione di caos emotivo, l’indecisione, la perdita di riferimenti e il blocco dell’azione, segnalano al nostro inconscio che è arrivato il momento di analizzare la vita che stiamo vivendo.
Per utilizzare al meglio le energie di questo stato, dobbiamo necessariamente attivare una revisione serena del nostro vissuto. Dobbiamo chiederci quali sono state le nostre priorità negli ultimi periodi, a che cosa ci siamo dedicati, di che natura è la qualità delle nostre relazioni, il nostro impegno nel lavoro ci da soddisfazione?
Tutto questo concorre a centrare l’origine del problema. Riflettendo e ponendoci le domande-tipo che ho esposto poco sopra, dovremmo riuscire ad individuare il nucleo del senso di vuoto che ci affligge.
Un esame attento, sereno ma soprattutto onesto verso noi stessi, ci conduce ad una visione più obiettiva di tutto il contesto in cui viviamo.
Riuscire a “capire”, illuminare lo stato di caos, fa intraprendere anche la via di “uscita”. Se io conosco l’origine del malessere posso anche trovare una “cura” adatta.
In ogni caso la due fasi ANALISI e AZIONE sono i punti cardine sui quali puntare per stare bene.
Analizzo il mio stato d’animo-problema e poi decido come agire per migliorare la mia situazione.
Dal caos, molto spesso, nascono talenti, carriere strepitose, scelte di vita sempre sognata.

 

HAI DOMANDE O COMMENTI? SCRIVIMI!

ATTENZIONE: i commenti di questo blog sono stati disattivati per evitare di raccogliere i dati degli utenti. Di conseguenza, è preferibile inviare domande e commenti direttamente via email all’indirizzo vitianamontana[chiocciola]gmail.com. I vostri dati personali saranno tutelati, in questo caso, dalle norme sulla privacy di Google, essendo tale casella postale gestita tramite GMail.