emergenza abitativa

immagine tratta da aarp.org

Abitare Solidale : una risposta all’emergenza abitativa

Se ne legge ormai su ogni testata giornalistica. L’eco del problema casa è legato a doppio filo con quello della chiusura delle aziende a causa della pressione fiscale e della crisi. L’emergenza abitativa e con essa anche il vero e proprio sostentamento di singoli, anziani e famiglie intere, sta dilagando a macchia d’olio.

Purtroppo, la gravità della situazione produce sempre più spesso gesti estremi come i vari tg stanno ampiamente documentando in questi ultimi mesi. Ma, senza lasciarsi travolgere dall’eco negativa dei media, è possibile trovare una soluzione concreta a questo fenomeno. In questi ultimi anni si stanno attestando, sul territorio nazionale, molte realtà che vertono tutte a ripristinare un equilibrio dello scambio a livello sociale e una condivisione, della solidarietà, in modi diversi ma ugualmente incisivi.

Mi riferisco, ad esempio, ai numerosi ecovillaggi che stanno nascendo su tutto il territorio nazionale e altrettante iniziative di cohousing sempre più presenti nelle regioni. Chiaramente, le strutture, l’organizzazione, gli obiettivi di ciascuna forma di coabitazione alla quale abbiamo accennato poco sopra saranno differenti, anche perché destinate a tipologie di necessità diverse. La realtà quotidiana è questa : mai come in questo momento così critico, l’isolamento, la disperazione, l’incapacità a trovare soluzioni e il timore di non farcela, hanno avuto terreno fertile.

Le persone non comunicano il loro disagio per vergogna o perché non sanno a chi rivolgersi, perché le istituzioni sono spesso latitanti e quando sono presenti lo sono in modo blando. Ed è così che le iniziative locali, le piccole e grandi associazioni di volontariato danno il loro insostituibile apporto al tessuto sociale. Abbiamo, in Toscana, uno degli esperimenti meglio riusciti di questo indispensabile aiuto alla persona, si tratta del progetto “ Abitare Solidale” di Auser.

Il progetto Abitare Solidale promosso dall’Auser territoriale di Firenze con il patrocinio dell’Auser Nazionale,  nasce per dare una soluzione al problema abitativo, trasformandolo in un’opportunità per una vita sociale più coesa.

 

 

Questa iniziativa è rivolta principalmente a chi incontra difficoltà nel pagare un affitto a causa dei problemi sopravvenuti nel mondo del lavoro e a quella fascia di persone, tra le quali le famiglie, che hanno necessità di un aiuto concreto, di presenza, per gestire meglio gli impegni con i figli e trovare una soluzione alle incombenze familiari, conciliandole con i tempi di lavoro. E’ rivolta agli affittuari e/o ai proprietari. In genere sono anziani soli o famiglie che non riescono a coprire interamente la quota di affitto che devono pagare, oppure che necessitano di un aiuto concreto con la cura dei figli o di altri familiari ( anziani), di cui accennavamo poco sopra.

I destinatari di questa soluzione coabitativa, sono soggetti (singoli, genitori con figli, famiglie) in temporaneo rischio di povertà o marginalità; oppure donne vittime di violenza domestica in fase di post-emergenza.

L’intento di Abitare Solidale è quello di dare sostegno, di promuovere un intervento sociale in grado di dare risposte concrete, anche se momentanee, ad una serie di bisogni legati all’emergenza casa. Allo stesso tempo, punta a sviluppare, attraverso sistemi di coabitazione strutturate sul mutuo aiuto, un nuovo sistema di welfare di comunità, fondato sulla solidarietà e sul concetto di cittadinanza attiva. Il progetto ha due finalità principali :

  • Area Prevenzione : garantisce alla persona anziana l’autosufficienza presso il suo domicilio e la qualità di vita, previene i casi di marginalità e di povertà anche intermittente, costruisce un sistema di protezione e prevenzione sociale basato sulla mutualità.
  • Area Sostegno : può offrire l’opportunità di iniziare e mantenere un percorso di autonomia personale in attesa di ripristinare la situazione economica della persona; facilità l’inizio di una nuova vita dopo un trauma ( violenza); aiuta la conciliazione tra lavoro, cura dei figli e vita di coppia.

Tutto il progetto si basa sulla costruzione di relazioni interpersonali, forti, responsabili e solidali che portino, attraverso la condivisione consapevole di uno stesso spazio abitativo, al rafforzamento di innovativi sistemi di protezione sociale.

Il sostegno a queste iniziative, meritevoli ed utili sul piano concreto ma anche e soprattutto promotrici di un ritrovato senso dell’unione solidale, è molto importante. Un ringraziamento speciale a queste persone che, con la loro forza morale e impegno quotidiano sono riuscite a dare il via ad una rinnovata coscienza a misura d’uomo; una coscienza persa nelle pieghe di una corsa al “consumo”, di beni, di sentimenti, di impegno morale, fatta di fretta, di indifferenza e di insensibilità.

Con queste “buone pratiche” potremo riprendere ad “ascoltare” l’altro. E’ un buon inizio per un vero cambio di paradigma.