Nelle mie letture estive, questo piccolo libretto ha un posto speciale. “Lo Spirito del Silenzio” di John Lane ha la capacità, ogni volta, di farmi ritrovare il senso delle cose.

Già nell’introduzione Lane, spiega in modo perfetto cosa significhi stare nel “silenzio”. Dice : “Il Silenzio ci tocca in molti modi diversi: come qualcosa che offre rifugio e tranquillità, qualcosa capace di metterci in contatto con la nostra profondità interiore che nella confusione della vita quotidiana ci sfugge…Questi incontri con il silenzio, possono essere una fonte di chiarezza stupenda.” Niente di più vero.

Spesso, nei miei scritti,io ribadisco l’importanza dei ritmi naturali. Quando sottolineo la necessità, per chi è alla ricerca di sé stesso, di fare spazio alla quiete della riflessione, intendo proprio questo. Stare nella propria interiorità, svuotare la mente, sottrarsi alla congestione della vita lavorativa, sociale e forzatamente attiva, significa calarsi nell’immenso fluire della propria vita.

In questo spazio spirituale, la voce della nostra anima può emergere e donarci intuizioni incredibili.

Scrive Isabel Colgate : “ È nella solitudine, che il sé incontra se stesso o, se preferite, il suo Dio, ed è partendo da ciò che può andare ad unirsi alla danza universale. Non c’è terapia di gruppo, studio delle relazioni interpersonali, impegno per il proprio miglioramento, esercizi in palestra che possano lenire la solitudine di chi non riesce a sopportare di essere solo.”

L’anima dimora nel silenzio e il silenzio è un’arte. Se solo provate ad entrarvi, scoprirete paesaggi stupendi.